100 ANNI DI INPGI:  UNA MOSTRA E UNA CERIMONIA ALLA CAMERA DEI DEPUTATI

L’Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani “Giovanni Amendola” ha celebrato i suoi cento anni di attività con una mostra nella sua sede di via Nizza e un convegno alla Camera dei deputati articolate in due giorni. La mostra “A schiena dritta. Tutelare il mestiere della libertà”, patrocinata dal Ministero della Cultura, è stata inaugurata il 24 dal Sottosegretario Lucia Borgonzoni e propone un percorso espositivo che raccoglie oltre 60 pezzi tra fotografie, cimeli e documenti storici che raccontano il giornalismo italiano dagli anni Sessanta al Duemila. È una riflessione sulla storia e sul presente della professione giornalistica, che vede in primo piano i cronisti stessi e le sfide affrontate da chi racconta i fatti con rigore e coraggio.

Il 25 mattina, presso l’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei deputati, ha aperto l’incontro Giorgio Mulè, vicepresidente del Parlamento nonché collega (direttore di Videonews dal 2006 al 2007, Studio Aperto dal 2007 al 2009 e Panorama dal 2009 al 2018), parlando dell’importanza dell’INPGI e il suo ruolo essenziale nella tutela dei lavoratori.

È intervenuto poi il presidente dell’INPGI Roberto Ginex che ha sottolineato l’impegno quotidiano e il sacrificio di chi fa il lavoro giornalistico ricordando che l’INPGI difende chi informa e assicura un supporto certo e affidabile per i giornalisti.

Dopo l’annullo filatelico speciale presentato per l’occasione, sono intervenuti, coordinati dal giornalista Isidoro Trovato, l’onorevole Lucia Albano, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Gabriele Fava, Presidente Inps e Alberto Oliveti, Presidente Adepp e -online- il senatore Alberto Barachini, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

C’è stato un momento dedicato al lavoro precario giornalistico attraverso la poesia di Eleonora Frisco e la proiezione del video “A schiena dritta: Storie di giornalisti freelance”.

Si è proseguito con una tavola rotonda in cui si sono alternati, coordinati dal vice presidente INPGI Mattia Motta,  Massimiliano Capitanio, commissario Agcom, Alessandra Costante, segretaria Fnsi, Carlo Bartoli, presidente Ordine Nazionale dei Giornalisti e Roberto Ginex.

Motta nella sua introduzione ha presentato la situazione drammatica dei precari: le partita iva hanno una retribuzione media di 18.000 euro all’anno lordi, i CO.CO.CO. 11.000 euro all’anno lordi.

L’equo compenso è stato il tema ricordato da Alessandra Costante, e accennato pressoché in tutti gli interventi anche perché non ci può essere un discorso previdenziale se i compensi giornalistici sono ridicoli: una “notizia flash” online è pagata 2 euro e 80 centesimi, anche grandi quotidiani pagano 10 euro -lordi- per una breve ed è impossibile pensare che con queste cifre ci possa essere una previdenza capace di assicurare un futuro pensionistico. Contestualmente ha ancora una volta segnalato che manca anche da dieci anni l’adeguamento contrattuale.

Ugualmente interessante l’intervento di Capitanio in merito a intelligenza artificiale e tentativi di “scavalcamento” delle forme di produzione giornalistiche (ossia l’uso di proprietà intellettuale senza una corretta retribuzione di chi lo crea); tema complesso e spesso poco trattato né compreso.

Bartoli ha chiesto un “corridoio umanitario” in Parlamento affinché si intervenga per cambiare le regole che permettono l’iscrizione all’Ordine, che si lavori insieme per modernizzare la professione. E ha anche segnalato come le notizie di stretta attualità, ossia i cambi di proprietà di giornali storici, mostri la crisi del settore

Il presidente Ginex ha chiuso dicendo che la cultura della previdenza è importante e deve esser sempre veicolata a tutti gli iscritti all’Ordine dei giornalisti e evidenziato come gli aiuti all’editoria si siano rivelati molto spesso aiuti agli editori e non ai giornalisti e dunque non al lavoro.

Motta ha poi segnalato come ci sia un problema legato alle ricongiunzioni pensionistiche, tema specifico che interessa le casse previdenziali su cui è tornata anche Alessandra Costante evidenziando alcune storture su cui è necessario intervenire.

I grandi assenti, benché invitati, sono stati gli editori, evocati spesso dagli interventi: senza un ragionamento serio anche da parte loro non potrà esserci un cambiamento.

La mattinata si è chiusa con la consegna di tre riconoscimenti a giornalisti che rappresentano simbolicamente la memoria, l’esperienza ed il futuro dell’Istituto: Natalia Aspesi, più lunga appartenenza all’INPGI.   Filippo Petrucci