Care colleghe, cari colleghi,
ci siamo lasciati un anno fa con l’auspicio che il 2025 portasse un miglioramento delle condizioni generali della categoria, sulla quale spiravano i venti non buoni di norme-bavaglio la cui conseguenza è il progressivo restringimento del perimetro di agibilità della professione, del diritto-dovere di informare e anche, come cittadini, di essere informati. E avevamo salutato con favore la ripresa del confronto con gli editori per il rinnovo di un contratto che manca da quasi dieci anni. Il 2025 non ha purtroppo segnato la firma del contratto: come sappiamo, l’intera categoria si è trovata a proclamare uno sciopero per richiamare l’attenzione degli editori a un adempimento indispensabile per qualunque tipologia di lavoratore, ossia il rinnovo del contratto. Un contratto che recepisse il recupero salariale, a fronte di una perdita quantificata dall’Istat del 19,3 per cento, che mantenesse insieme le nuove generazioni senza sacrificarle, che accogliesse le sfide determinate dall’intelligenza artificiale, che guardasse alle nuove competenze del giornalismo professionale. Il tavolo contrattuale, che la Fnsi, ha responsabilmente tenuto, si è interrotto bruscamente a luglio per le chiusure degli editori anche davanti alla richiesta di un accordo-ponte che riguardasse il solo Edr. La trattativa, dopo lo sciopero, fa segnare ora uno spiraglio di ripresa. La Fieg ha convocato per l’8 gennaio la Fnsi, e questo è senza dubbio un segnale positivo: mentre viene comunque tenuta alta l’attenzione e la possibilità per tutti di mobilitarsi, come abbiamo dimostrato con lo sciopero del 28 gennaio. Uno sciopero al quale hanno aderito anche i colleghi precari, molti colleghi che non hanno il contratto Fnsi ma sono consapevole che comunque quel contratto è il punto di riferimento per i compensi di chi è fuori dal perimetro contrattuale Fnsi-Fieg; ancora di più sono consapevoli che la categoria ha bisogno di compattezza e di unità di intenti.
La nostra realtà è complessa. Abbiamo vertenze in atto, sulle quali il 2026 si rivelerà determinante. Ne voglio citare una per tutte: Tiscali, che ha fatto la storia delle testate online, e i cui colleghi sono da mesi in solidarietà, al 60 per cento. Un patrimonio professionale importante, che questa Associazione della Stampa, con la Fnsi, intende difendere. Anche perché la condizione di insularità restringe ulteriormente il mercato del lavoro, il che significa meno occasioni di riposizionamento per i colleghi che si trovassero di fronte alla perdita del posto. In questo contesto, anche gli uffici stampa non sempre offrono retribuzioni dignitose e proporzionate alla professionalità e al lavoro. Assieme all’Ordine dei giornalisti della Sardegna abbiamo siglato un importante protocollo d’intesa con l’Associazione comuni italiani che impegna l’Anci a inserire negli uffici stampa dei Comuni giornalisti iscritti all’Ordine. Si tratta di far rispettare questo accordo, e si tratta di lavorare anche nei confronti degli altri enti e amministrazioni perché si capisca che gli uffici stampa devono prevedere la presenza di giornalisti.
Come sempre, la tastiera mi ha preso la mano. Prima degli auguri, voglio ringraziare ancora e sempre innanzitutto i colleghi iscritti, che dimostrano di credere ancora nel sindacato. Ringrazio i colleghi dei Cdr e i fiduciari di redazione: hanno un compito difficile e sono sul fronte per la tutela di tutti. Ringrazio per il sostegno la Fnsi e la segretaria nazionale, Alessandra Costante. L’assistenza concreta e la vicinanza della Federazione, anche con gli strumenti di sostegno ai colleghi, si è rivelata fondamentale anche per l’Associazione. Un ringraziamento al personale della Segreteria: lavora per dare risposte a un mondo, il nostro, in continua evoluzione. Infine, ma non per importanza, un grande, grandissimo ringraziamento ai colleghi del Direttivo: per l’assiduità, la partecipazione, il sostegno mai di circostanza ma anche critico.
Ripeto che Via Barone Rossi 29, la nostra sede, è la casa di tutti. Vorrei che questo si percepisse, anche rispetto a quello che abbiamo provato a fare, al (tanto) lavoro che abbiamo davanti.
Auguri, care colleghe e cari colleghi, da parte mia e del Direttivo: che per tutti Natale e l’anno nuovo siano sereni.
Simonetta Selloni
Segretaria
