<Se per gli editori l’offerta “importante”, in relazione al rinnovo del contratto dei giornalisti scaduto dai nove anni, sono i 150 euro in due anni di Edr (tenendo presente che l’Edr non produce effetti sugli altri istituti contrattuali), con un nulla su tutto il resto – norme per il corretto utilizzo dell’intelligenza artificiale nelle redazioni, adeguamento degli stipendi alla perdita di potere d’acquisto in tutti questi anni valutata dall’Istat al 19.3 per cento -, ma anzi, con condizioni penalizzanti per le nuovi assunzioni, allora è chiaro che da parte della Federazione degli editori non ci sia una reale volontà di costruire un nuovo contratto dei giornalisti. Lo pensa l’Associazione della Stampa sarda, che ha aderito allo sciopero proclamato dalla Fnsi e dalla Consulta delle Associazioni regionali per il 28 novembre. In quel giorno l’Assostampa scenderà in piazza anche per sottolineare come il cosiddetto “impegno” in favore di una stampa professionale, seria e corretta, da parte degli editori, si sia risolto negli ultimi 20 anni nel cercare dal Governo fondi per i prepensionamenti senza investire nel capitale umano, ossia il giornalismo professionale, cuore dell’informazione>.
