Gasparri prosegue: «I ministri Nordio e Piantedosi, impropriamente chiamati in causa con il Sottosegretario Mantovano, saranno giudicati dal parlamento, che certamente farà coriandoli di accuse ridicole e contrarie agli interessi dello Stato. Di conseguenza non ci saranno altri giudizi strumentali. Basta leggersi le norme. Che evidentemente Zanchini non conosce, come molte altre cose. Si sa della sua inadeguatezza, già mostrata in vicende riguardanti le persone di religione ebraica, anche loro colpite da Zanchini. Ma più di lui dovrebbero invece conoscere le norme i magistrati e i vertici della Anm. Difatti, a Radio Anch’io, il Presidente dell’Anm non aveva fatto il nome della Bartolozzi. Altri forse vorrebbero animare delle manovre ma è la legge che glielo impedisce. Studino gli ignari. Sia quelli della Rai che altri, che forse più che ignari sono in malafede».
La Fnsi si schiera al fianco del collega Giorgio Zanchini: «Anche semplicemente fare domande – dichiara la segretaria generale Alessandra Costante – ormai è diventato rischioso in questo Paese. Altro che Emfa, qui bisogna ricominciare dall’abbecedario della democrazia. Piena solidarietà al collega Zanchini».
Sulla questione interviene anche l’Usigrai: «L’attacco violento e scomposto ad un giornalista rigoroso e preparato come Giorgio Zanchini mostra una volta di più l’urgenza di dare al Paese una legge che liberi dal controllo dei partiti la Rai servizio pubblico».
Il presidente della Fnsi Vittorio di Trapani in una nota definisce le parole di Gasparri «l’ennesima prova del fastidio che governo e maggioranza hanno per le voci libere e per chi fa domande». (anc)
